Itinerari — Introduzione
Con un trattato ratificato a Canfranc (28 ottobre 1288) Alfonso III d’Aragona e Carlo di Salerno, erede di Carlo I d’Angiò (†1285), presero accordi per la liberazione Carlo stesso e per l’instaurazione di una tregua tra i loro regni in guerra, attraverso l’intervento cruciale di Edoardo I d’Inghilterra. Nel testo di questo accordo furono menzionati a più riprese giuramenti attraverso cui le parti in causa si impegnavano al rispetto della parola data. Alfonso, i suoi consiglieri, baroni e alcune comunità avrebbero dovuto giurare di rispettare gli accordi, ad esempio restituendo nei casi previsti ostaggi e somme date in cauzione. Così anche alcuni sudditi e comunità del dominio guascone di Edoardo I avrebbero dovuto giurare per fare sì che il loro sovrano tenesse fede alla parola data e al suo ruolo di garanzia del trattato di Canfranc.
Nelle settimane e mesi successivi a Canfranc, emissari di Edoardo I e di Alfonso III viaggiarono attraverso, rispettivamente, Aragona, Catalogna e altri territori iberici, e la Guascogna per raccogliere giuramenti da parte di diversi soggetti politici (nobili e città) per rafforzare l’applicazione della tregua e dei termini stabiliti circa la liberazione di Carlo. Le fonti che testimoniano questi spostamenti e sono contenute nel registro noto come Liber B (E 36/275), conservato presso The National Archives di Londra. Queste includono sia copie del trattato di Canfranc, sia copie dei giuramenti per il loro rispetto raccolti nelle settimane successive: tale materiale è stato trascritto (con alcune omissioni) da Thomas Rymer nei Foedera (https://archive.org/details/fderaconventione01ryme/) (il volume citato è il 1.3 del 1739).
L’instabilità politica, specialmente nel reame di Alfonso III, può essere una delle ragioni dietro alla richiesta di coinvolgere ulteriori soggetti politici, oltre alle parti in causa, affinché giurassero di far rispettare gli accordi sottoscritti dai propri sovrani. Alfonso III in quegli anni si era trovato a fronteggiare la fronda interna delle Cortes: tale debolezza si riflette forse anche nel rifiuto da parte sia di Jimeno de Urrea che di Artale e Lupo Ferench de Luna di prestare un giuramento. Il primo, pur affermando la propria fedeltà ad Alfonso, affermò di non volersi impegnar direttamente in un accordo in cui non aveva giocato alcun ruolo né per il quale era stato consultato. I secondi intravvidero in esso dei non meglio precisati “pericoli” e addussero altre non meglio precisate scuse. Di fronte alla richiesta di Egidio Alvarez di una risposta “in scriptis”, essi lo invitarono, forse polemicamente, a scrivere egli stesso un documento sulla base di quanto dichiararono di fronte a John di Caen e Robert di Luzarches.
Aragona, Catalogna e Provincia di Alicante
A rappresentare Edoardo furono due religiosi: John di Caen, canonico di York e scriba di Edoardo, e Robert de Luzarches. Il primo fu presente per l’intero itinerario, mentre il secondo fu assente in alcune tappe tra 5 e il 24 gennaio 1291. Ai due inviati si affiancarono anche un gruppo di emissari di Alfonso III: Bartolomeo di Villafranca, dispensator reale, fu spesso incluso nella lista dei testimoni per i diversi atti; Egidio Alvarez, consigliere reale, fu testimone in un paio di occasioni e funse da scriba in almeno un caso; un certo P. de Cardona, familiare del re, è menzionato una volta come testimone. Dal documento redatto da Egidio Alvarez nel castello di Erla sembrerebbe che il suo ruolo consistesse nel fungere da intermediario tra i procuratori del sovrano inglese e coloro che avrebbero prestato i giuramenti. Egli scrive come avesse “esposto” (“exposuissemus”) ad Artale de Luna e a Lupo Ferench de Luna gli articoli del trattato di Canfranc e quindi avesse loro richiesto (“requivissemus”) un giuramento su di essi di fronte a John e Robert. A parte questo caso in cui Egidio Alvarez vergò egli stesso il testo, i documenti in cui venivano registrati questi giuramenti venivano redatti, sempre in presenza di testimoni, da notai locali oppure certificati con il sigillo dei notabili che giuravano.
| Luogo | Data | Distanza approssimata in linea d’aria | Persone che giurano |
|---|---|---|---|
| Saragozza (Aljafería) | 25/11/1288 | Procuratori della città | |
| La Almunia de Doña Godina | 29/11/1288 | Saragozza – La Almunia de Doña Godina: 44km | Ximeno de Urrea |
| Cariñena | 30/11/1288 | La Almunia de Doña Godina – Cariñena: 20km | Tappa dell’itinerario |
| Erla, Castello | 06/12/1288 | Cariñena – Erla: 90km | Artal de Luna, Lupo Ferench de Luna |
| Huesca | 09/12/1288 | Erla – Huesca: 45km | Procuratori della città |
| Huerto | 10/12/1288 | Huesca – Huerto: 30km | Atho de Foces |
| Castarlenas | 11/12/1288 | Huerto – Castarlenas: 53km | Sancho de Antillòn |
| Menarguens | 19/12/1288 | Castarlenas – Menarguens: 49km | Guerau de Cabrera |
| Albesia | 19/12/1288 | Menarguens – Albesia: 7km | Ermengol de Urgel |
| Lerida – Chiesa di San Giovanni | 21/12/1288 | Albesia – Lerida: 16km | Procuratori della città |
| Cervera – Chiesa | 23/12/1288 | Lerida – Cervera: 55km | Procuratori della città |
| Montblanc – Chiesa di San Michele | 30/12/1288 | Cervera – Montblanc: 34km | Procuratori della città |
| Sant Mateu | 05/01/1289 | Montblanc – Sant Mateu: 130km | Guillem de Anglaria |
| Murla | 11/01/1289 | Sant Mateu – Murla (via Valencia): 203km | Ramon Folch de Cardona |
| Villafranca de Penedès | 22/01/1289 | Murla – Villafranca de Penedès (via Valencia, Castellòn de la Plana, lungo la costa Costa dell'Azahar e la Costa Daurada): 363km | Procuratori della città |
| Segur | 24/01/1289 | Villafranca de Penedès – Segur: 42km | Guerau de Cervellò |
| Barcellona, scala del palazzo reale (Casa de la ciudat) | 28/01/1289 | Segur – Barcellona: 67km | Procuratori della città |
| Girona (Draperia) | 30/01/1289 | Barcellona – Girona: 86km | Procuratori della città |
| Castellò d'Empuries | 31/01/1289 | Girona – Castellò d’Empuries: 37km | Ponce d'Empuries |
L’identificazione di alcune località di questo itinerario è stata frutto di ipotesi. Almunia (termine piuttosto generico derivante dall’arabo per un orto o una fattoria). Nel nostro caso si è deciso di interpretare la Almunia del documento con la località La Almunia de Doña Godina in virtù della sua vicinanza geografica alle altre località menzionate nell’itinerario prima e dopo questa tappa.
Per la località Arneles è stata ipotizzata la località di Casterlenas. In questo caso l’attribuzione è piuttosto incerta, ma la distanza tra questa località rimane comunque compatibile con i tempi di viaggio.
Zecourt è stato identificato come Segur, ma diverse località rispondono a questo nome: Segur de Calafell (nella provincia di Tarragona), La Pobla de Segur (nella provincia di Lerida), Segur (nel municipio di Veciana, in Anoia). Anche in questo caso l’attribuzione è molto incerta. Segur in Anoia è stata preferita a Segur di Calafell, perché sembrava più coerente con l’itinerario dei procuratori regi: Segur de Calafell avrebbe significato per loro un ritornare sui propri passi.
Guascogna
Nel corso del mese di novembre 1288, due emissari di Alfonso (Guillelmus Culrati, magister rationalis, e Guillelms Sale) furono impegnati in un compito simile a quello di di John di Caen e Robert de Luzarches: essi intrapresero un viaggio attraverso la Guascogna per raccogliere analoghi giuramenti da parte delle città sottoposte a Edoardo. Diversamente da quanto successo in Aragona furono accompagnati da un proprio notaio, Petrus de Bafunhe, che redisse i documenti. L’itinerario fu più breve e non coinvolse alcun nobile, solo rappresentanti delle comunità locali.
| Luogo | Data | Distanza approssimata in linea d'aria |
|---|---|---|
| Bordeaux | ||
| Marmande (chiostro dei frati minori) | 19/11/1288 | Bordeaux - Marmande: 70km |
| Condom | 21/11/1288 | Marmande - Condom: 62km |
| Lectoure | 23/11/1288 | Condom – Lectoure: 20km |
| Dax (chiostro della cattedrale) | 28/11/1288 | Lectoure - Dax: 137km |
| Bayonne (chiostro della cattedrale) | 30/11/1288 | Dax – Bayonne: 42km |
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Il progetto PRIN Tregua/Truce (2022-Prot. 2022RTJ5AM) è finanziato dall’Unione Europea, NextGenerationEu
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P.I. prof. Roberto Lambertini (Università di Macerata)
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