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Documenti

Tregua di Catanzaro

CATANZARO, 21 GIUGNO 1285

Edited in Giuseppe La Mantia (cur.) Codice diplomatico dei re aragonesi di Sicilia, vol. 1, Palermo, 1917, pp. 177-186

Pietro Ruffo di Calabria, conte di Catanzaro, e Guglielmo Calcerando di Cartellà, consigliere di Pietro d’Aragona e Vicario del Regno di Sicilia, attraverso la mediazione di nobili e religiosi stipularono una tregua nel contesto dell’assedio di Catanzaro posto da Guglielmo alla città tenuta da Pietro. Pietro avrebbe avuto quaranta giorni di tempo per chiedere aiuto a Roberto d’Artois, durante i quali i suoi inviati avrebbero viaggiato liberi da molestie. Se tale aiuto fosse giunto, Pietro avrebbe ripreso le ostilità nei territori della Calabria; in caso contrario avrebbe potuto lasciare con i propri uomini attraverso i territori controllati dagli Aragonesi. Guglielmo promise di lasciare con il proprio esercito il territorio di Catanzaro e di sospendere le ostilità per terra e per mare per i successivi quaranta giorni.

Tregua di Parigi

PARIGI, 25 LUGLIO 1286

Londra, The National Archives, C 76/5, Pergamena 3, edito in Thomas Rymer, Foedera, terza edizione, vol. 1.3, John Neaulme, L’Aia 1739, p. 12.

In due documenti, Edoardo I d’Inghilterra stabilì una tregua tra Filippo IV di Francia e Giacomo di Maiorca, da un lato, e Alfonso IV d’Aragona dall’altro, rappresentato a Parigi da due inviati. Tale tregua venne istituita a partire dal 22 agosto 1286 fino al 29 settembre 1287. La partecipazione di Giacomo di Maiorca era subordinata a un suo assenso esplicito, mentre quella di Filippo IV all’approvazione papale.

Accordi di Oloron-Sainte-Marie

OLORON-SAINTE-MARIE, 25 LUGLIO 1287

Londra, The National Archives, E 36/275, ff. 166r-168r, edito in Thomas Rymer, Foedera, terza edizione, vol. 1.3, John Neaulme, L’Aia 1739, pp. 18-19.

Alfonso IV ed Edoardo I definiscono le condizioni per la liberazione di Carlo, principe di Salerno, prigioniero degli Aragonesi. La tregua in vigore sarebbe stata prolungata fino al 29 settembre 1288 e avrebbe incluso anche la Contea di Provenza e Giacomo I di Sicilia. Carlo, oltre a impegnare la Contea di Provenza, a consegnare ostaggi e garanzie pecuniarie si sarebbe adoperato, una volta liberato, perché la Chiesa e Filippo IV prendessero parte a una tregua triennale che servisse a negoziare una pace.

Tregua di Arles

ARLES, 24 MAGGIO 1288

Edito in Giuseppe La Mantia (cur.), Codice diplomatico dei re aragonesi di Sicilia, vol. 1, Palermo, 1917 pp. 410-420

Maria d’Ungheria, moglie di Carlo di Salerno, e Scoto, senior di Provenza, stipularono una tregua con Alfonso IV d’Aragona attraverso i suoi inviati, Gilalberto de Crudiliis e Raimondo de Bisoldono, Arcidiacono di Ribagorza. Tale tregua sarebbe durata per tre mesi, fino alla festa di San Michele (29 settembre) e avrebbe coinvolto anche Giacomo I di Sicilia, fratello di Alfonso.

Accordi di Jaca-Canfranc

CANFRANC, 28 OTTOBRE 1288

Londra, The National Archives, E 36/275, ff. 123v-127r, edito in Thomas Rymer, Foedera, terza edizione, vol. 1. 3, John Neaulme, L’Aia 1739, pp. 27-29.

Alfonso IV e Carlo di Salerno, attraverso la mediazione di Edoardo I si accordarono per la liberazione di Carlo, sulla falsariga degli accordi di Oloron-Sainte-Marie. In cambio della propria libertà Carlo avrebbe dovuto consegnare in ostaggio tre dei propri figli, in aggiunta a garanzie pecuniarie, a sessanta ostaggi dalla Provenza e venti dalla città di Marsiglia (a garanzia della futura consegna dei quali Edoardo I avrebbe egli stesso consegnato propri ostaggi). Ulteriore penale sarebbe stata la perdita della Provenza, territorio angioino, a favore di Alfonso. Carlo promise inoltre il rispetto di una tregua con gli aragonesi nella quale avrebbe coinvolto anche il Regno di Francia e la Chiesa.

Tregua di Gaeta

GAETA, 24 AGOSTO 1289

Edito in Jole Mazzoleni (cur.), I Registri della Cancelleria Angioina, vol. 30, Napoli 1971, pp. 123-126.

Attraverso la mediazione di Otto de Grandson, inviato di Edoardo I d’Inghilterra, venne stabilita una tregua tra Giacomo I di Sicilia e Carlo II d’Angiò. Questa tregua sarebbe durata oltre due anni, fino al giorno di Ognissanti del 1291, e avrebbe riguardato il mare, i litorali e le isole tenute da Giacomo nel Mediterraneo: vennero espressamente esclusi dalla tregua i territori tra Castellabate e Trebisacce, nonché gli almogaveri al servizio degli Aragonesi, ai quali Giacomo non avrebbe potuto prestare soccorso. Carlo si impegnò a convincere sia Filippo IV di Francia sia il pontefice, Niccolò IV, a partecipare alla tregua. Furono scelti Giovanni di Montfort, conte di Squillace e Montescaglioso, e Ruggero Lauria, ammiraglio aragonese, per giudicare le richieste di risarcimento nei casi di violazione della tregua.

Il progetto PRIN Tregua/Truce (2022-Prot. 2022RTJ5AM) è finanziato dall’Unione Europea, NextGenerationEu
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P.I. prof. Roberto Lambertini (Università di Macerata)

Per informazioni sul progetto, si prega di inviare un’e-mail a:

roberto.lambertini@unimc.it

francesc1.bartolacci@unimc.it

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